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Ordine dei Farmacisti della provincia di Ancona

farmacista braccia incrociate sciopero scaffalefarmacista33.it-Il rinnovo del contratto nazionale è sostanzialmente al palo da 5 anni e 308 giorni, bloccato su una richiesta di maggiore flessibilità da parte datoriale e chiaramente non risolvibile entro l'anno in corso. A rilanciare il tema una nota è il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che invita, mettendosi al loro fianco, le organizzazioni sindacali "a rimanere ferme e salde nella difesa della dignità dei lavoratori, dignità che si difende non cedendo alla richiesta di maggiore flessibilità, chiedendo una retribuzione consona al lavoro svolto, (tra le più basse in Europa), anche attraverso l'aumento della paga base ma anche delle maggiorazioni nei straordinari sia feriali che festivi, aumento delle garanzie sulla malattia (oggi solo sei mesi), e eliminazione dell'odiosa differenza della retribuzione tra chi lavora in farmacia urbana e rurale".

 

Mnlf ricorda che "il mancato rinnovo del contratto di lavoro ha portato a una perdita media per lavoratore in questi sei anni di circa 7500 euro, senza contare i riflessi previdenziali, soldi che sono andati a finire nei ricavi delle aziende". E sottolinea che l'oggetto del blocco è la richiesta di Federfarma di maggiore flessibilità., "a fronte di 40 ore settimanali ufficiali che possono anche diventare 48, a fronte dell'impegno sempre più gravoso per tutti i sabati e le domeniche nelle farmacie che decidono di stare aperte 24 su 24, a fronte di una vita famigliare e sociale sempre più precaria, l'Associazione che rappresenta i titolari di farmacia ha il coraggio di bloccare un contratto ormai scaduto da quasi sei anni per chiedere ulteriori sacrifici". Mnlf recrimina la parte datoriale di non aver, nel frattempo provveduto "all'indennizzare i lavoratori con un parziale recupero di quanto perso in questi anni. Si è guardata bene - rincara - da avanzare proposte che riconoscessero quella professionalità tanto sbandierata ad ogni convegno, si è guardata bene da considerare i laureati in farmacia che lavorano alle loro dipendenze professionisti di un sapere che ha un costo e che come tale deve essere riconosciuto. Una professionalità riconosciuta secondo convenienza, all'interno di contesti aziendali sempre più conflittuali ove moltissimi sono i doveri e pochissimi i diritti, anche quelli più elementari".

Mnlf si dice infine "pronto sin dai primi mesi del prossimo anno ad affiancare con la propria organizzazione i sindacati per tutte le iniziative che vorranno essere messe in campo affinché la pubblica opinione conosca questa realtà. Una realtà che la dignità dei professionisti ogni giorno nasconde ai cittadini che a lui si rivolgono per risolvere i propri problemi di salute". E lancia anche un invito a Luigi Di Maio "a occuparsi della questione, e di non fare come il suo predecessore Poletti che chiamato in causa direttamente fece finta di girarsi dall'altra parte".

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