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fcalcolatrice11armacista33.it-Mentre al Senato continua la discussione sul cosiddetto Decretone di conversione in legge del dispositivo su pensione Quota 100 e Reddito di cittadinanza - nella giornata di oggi dovrebbe scadere il termine per la presentazione degli emendamenti - tra le novità di inizio anno che hanno riguardato le pensioni ci sono anche i tagli di solidarietà e i nuovi scaglioni per l'adeguamento all'inflazione. Misure su cui vale la pena fare il punto di quella che è ora la situazione.

Per quanto riguarda il contributo di solidarietà, contenuto nella Legge di Bilancio 2019, dovrebbe scattare a marzo e riguarda, in ogni caso, le pensioni superiori ai 100mila euro lordi l'anno, con risparmi previsti per 76,1 milioni di euro. Secondo le stime, queste sono in pagamento a non più di 24mila persone. Per l'operatività, si è in attesa di un chiarimento da parte dell'Inps, anche con indicazioni su come verrà effettuato il prelievo nei mesi di gennaio e febbraio, e sulle modalità di prelievo sulla parte retributiva. In ogni caso, occorrerà attendere la versione finale del cosiddetto Decretone, su Quota 100 e reddito di cittadinanza, per l'operatività. Secondo la Legge Bilancio, come si legge anche nell'inserto dedicato alle Pensioni del Sole 24 Ore, «nei prossimi cinque anni le pensioni elevate saranno ridotte di un'aliquota del 15% per la parte eccedente i 100mila euro e fino a 130mila, al 25% sopra i 130mila sino a 200mila, al 30% sopra i 200mila fino a 350mila, al 35% sopra i 350mila fino a 500mila, e oltre i 500mila al 40%». Ma in nessun caso le pensioni colpite possono scendere sotto i 100mila e sono escluse le pensioni liquidate con il sistema contributivo, «per esempio dopo una operazione di totalizzazione». In ogni caso, «secondo una interpretazione diffusa, al momento non smentita dal Governo, sono escluse le pensioni erogate dalle Casse dei professionisti».

 

L'altro cambiamento riguarda il meccanismo di perequazione automatica dei trattamenti pensionistici, che, sempre con la legge di Bilancio 2019, ha visto l'introduzione di una modifica, con il passaggio dai cinque scaglioni di indicizzazione, che erano stati previsti nella legge di Stabilità 2014, validi fino a dicembre 2018, a sette scaglioni. Si tratta di una misura di salvaguardia che vale per il triennio 2019-2021. Il meccanismo attuale prevede che la rivalutazione delle pensioni, l'adeguamento all'inflazione, avvenga in maniera piena, al 100%, solo per gli assegni di importo più basso, non superiore cioè a tre volte il trattamento minimo (fino a 1522,26 euro). Man mano che l'importo cresce, l'adeguamento viene effettuato solo in parte, con percentuali che variano in base agli scaglioni. In sostanza, come ricapitola l'inserto del Sole 24 Ore, se la prestazione pensionistica è fino a tre volte il minimo l'adeguamento all'inflazione è al 100% e la rivalutazione effettiva è dell'1,10%, se è oltre 3 fino a 4 volte il minimo l'adeguamento è al 97% e la rivalutazione effettiva del 1,07%, oltre a 4 fino a 5 volte adeguamento al 77% e rivalutazione effettiva al 0,85%, oltre a 5 fino a 6 volte adeguamento al 52% e Rivalutazione effettiva al 0,57%, oltre a 6 fino a 8 volte adeguamento al 47% e Rivalutazione effettiva al 0,52%, oltre a 8 fino a 9 volte adeguamento al 45% e Rivalutazione effettiva al 0,50%, oltre a 9 volte adeguamento al 40% e rivalutazione al 0,44%.

Per quanto riguarda l'iter del disegno di legge di conversione del decreto-legge 4/2019 in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni, la Commissione Lavoro del Senato prosegue, questa settimana, l'esame. L'Aula esaminerà il testo nella settimana dal 19 al 21 febbraio.

Francesca Giani

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