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farmaci fialefarmacista33.it-Farmaci oppiacei, la Cina bandisce i medicinali a base di fentanyl nel tentativo di arginare la produzione e il traffico di farmaci illegali
A partire dal primo maggio, i farmaci a base del principio attivo fentanyl verranno aggiunti alla lista di sostanze vietate in territorio cinese. Bandite dunque la produzione e la vendita delle numerose varianti del fentanyl, già regolamentate e ora oggetto di più severi provvedimenti.
Ad annunciare il provvedimento è Liu Yuejin, vicecommissario della Commissione Nazionale di Controllo dei Narcotici cinese, come riportato dal New York Times. «Siamo fermamente convinti il controllo sulla totalità delle sostanze a base di fentanyl riuscirà a bloccare il sistema di scappatoie che permette ai trasgressori di eludere la legge semplicemente modificando uno o più atomi, gruppi funzionali o altri gruppi. Questa misura impedirà efficacemente il massiccio abuso di farmaci a base di fentanyl, il traffico illegale di farmaci e le attività di contrabbando». Il Paese aveva già inserito 25 analoghi fentanilici e due precursori nella lista delle sostanze controllate.


Prevedibile anche una eco internazionale per il provvedimento, alla luce delle ripetute accuse mosse dai funzionari statunitensi verso la Cina, rea di essere la principale fonte di oppioidi sintetici diffusi negli Usa tramite spedizione clandestina o tramite frontiera messicana. Accuse che il governo cinese ha sempre rigettato: «Il controllo cinese sui farmaci a base di fentanyl è molto rigoroso - ha spiegato Liu - Non siamo noi la principale fonte di approvvigionamento per gli Stati Uniti. Le accuse mancano di prove e non corrispondono ai fatti». I farmaci oppioidi sono divenuti la principale causa di morte per overdose negli Usa: secondo i dati dell'Istituto Nazionale sull'Abuso di Droga, la quota dei decessi correlati a oppioidi a base di fentanyl è passata dal 14,3% nel 2010 al 60% nel 2017.
Una crisi, quella dei farmaci oppiacei, che si pone nel più ampio quadro delle tensioni fra i due Paesi. Nel 2017 e 2018, il Dipartimento di Giustizia americano ha incriminato i presunti capi di tre organizzazioni cinesi dedite al traffico illegale senza avvertire le autorità di Pechino, impegnate in un progetto di cooperazione. «Ad oggi, non abbiamo prove che gli incriminati abbiano violato delle leggi cinesi - aveva commentato Liu - e gli Usa devono ancor presentare prove che dimostrino una violazione delle nostre leggi. Stiamo lavorando insieme nelle investigazioni, ma gli Usa hanno preso provvedimenti senza informarci. Questo mina il clima di collaborazione, fatto che ci addolora molto".

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