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caduceofarmacista33.it-Patto salute, parafarmacie: da Fnpi e Federfardis la proposta di istituzione della figura del direttore e della farmacia non convenzionata. Valorizzare la parafarmacia come ulteriore interfaccia per l'accesso alla salute uniformando i servizi offerti su tutto il territorio, prevedere la figura del farmacista direttore di parafarmacia, istituire la farmacia non convenzionata per consentire a tutti i farmacisti di dispensare tutti i farmaci non mutuabili. Queste le proposte presentate, rispettivamente, dalla Federazione delle parafarmacie italiane e da Federfardis.
«I farmacisti che operano nelle parafarmacie sono percepiti dai cittadini come un ulteriore interfaccia per l'accesso alla salute - ha affermato Davide Gullotta, presidente Fnpi - le parafarmacie sono diventate un presidio sul territorio apprezzato e scelto quotidianamente dal cittadino. Con la legge Cresci Italia le parafarmacie hanno requisiti tecnici amministrativi che di fatto le assimilano ai requisiti di sicurezza e qualitativi delle farmacie, garantiscono la tracciabilità del farmaco, fanno farmacovigilanza, gestiscono la Rev, hanno le ispezioni deontologiche dell'ordine e applicano il Gdpr per la privacy. Ma solo in alcune regioni le parafarmacie offrono il servizio di Cup, il ritiro dei referti, la dispensazione dei presidi per diabetici, invalidi, allettati, diabetici e celiaci».

La proposta Fnpi è di «guardare le parafarmacie, non come un mero esercizio commerciale, ma come una realtà da usare e integrare nel Ssn, per campagne di screening. Proponiamo - ha aggiunto - che autoanalisi o esami di prima istanza, che vengono effettuate anche in autogrill, in banca o ai bordi dei campi sportivi, si possano effettuare anche in parafarmacia in modo uniforme sul territorio nazionale. Chiediamo che venga valorizzato il farmacista e non il luogo in cui opera». Gullotta ha infine dichiarato la piena condivisione della proposta dell'istituzione della farmacia non convenzionata, «in modo che i farmacisti di vicinato possano dispensare nei propri punti vendita tutti i farmaci non mutuabili».
E proprio su questa proposta la convergenza con Federfardis che nel suo intervento, condotto dal presidente Paolo Moltoni, ha illustrato l'ipotesi di una proposta di legge che «si prefigge con il potenziamento del sistema concorrenziale, di aumentare l'accesso alle terapie farmacologiche a totale carico del cittadino e la qualità dei servizi e di favorire l'accesso alla professione di farmacista». Nello specifico, si prevede «un "doppio binario", l'attuale farmacia convenzionata con il Ssn e la farmacia non convenzionata con il Ssn, vero e proprio presidio sanitario armonicamente inserito nell'ambito di un Ssn, nato dalla naturale evoluzione degli esercizi di vicinato in cui è effettuabile la dispensazione dei farmaci a pagamento del cittadino, naturalmente dietro presentazione di regolare ricetta bianca». Per garantire la sostenibilità, «oltre a prevedere tra le due tipologie un'incompatibilità dal punto di vista della proprietà» andrà prevista una distanza, in base al numero di abitanti, di 200 o 3.000 metri, tra la farmacia non convenzionata di nuova apertura rispetto alle altre farmacie convenzionate e non convenzionate».

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