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calcolatrice e bilancifarmacista.it - Pensioni, su Quota 100 arrivano i chiarimenti dell'Inps sulla non cumulabilità con redditi da lavoro. A partire dal 2019 e fino al 2021, chi raggiunge un'età anagrafica di almeno 62 anni e un'anzianità contributiva di almeno 38 anni, trascorso il tempo previsto per la cosiddetta "finestra", ha diritto al pensionamento anticipato con Quota 100. Ma, a partire dal primo giorno di decorrenza della pensione, fino alla maturazione dei requisiti per la pensione di vecchiaia, l'importo che si riceve da Inps non è cumulabile con i redditi da lavoro dipendente o autonomo, a eccezione di quelli derivanti da lavoro occasionale, fino a un massimo di 5mila euro lordi annui. Che possibilità di integrazione del reddito ci sono per chi non raggiungesse una prestazione pensionistica "soddisfacente"? Come bisogna comportarsi con lavori, anche autonomi, che sono in corso durante la prestazione pensionistica? Sono queste alcune delle situazioni prese in esame in una recente circolare Inps di agosto, in cui l'Istituto previdenziale chiarisce e specifica meglio la non cumulabilità dei redditi da lavoro.

 

Lavoro dipendente e lavoro autonomo: cosa fare
«Ai fini del conseguimento della pensione anticipata "quota 100"» è il primo chiarimento dell'Inps nella circolare del 9 agosto «è richiesta la cessazione del rapporto di lavoro dipendente», ma «non è invece richiesta la cessazione dell'attività di lavoro autonomo (per esempio, cancellazione dagli elenchi dei lavoratori autonomi, dall'iscrizione camerale, dagli albi professionali, chiusura della partita Iva, ecc), stante la previsione normativa dell'incumulabilità della pensione con i redditi da lavoro e non anche dell'incompatibilità della stessa con lo svolgimento dell'attività lavorativa».

Redditi occasionali: conta l'intero anno
Quanto ai redditi, la pensione Quota 100, scrive l'Inps, «è cumulabile con i redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale nel limite di 5.000 euro lordi annui». Per il conteggio, conta «il reddito annuo derivante dallo svolgimento di lavoro autonomo occasionale, compreso, pertanto, quello riconducibile all'attività svolta nei mesi dell'anno precedenti la decorrenza della pensione e/o successivi al compimento dell'età richiesta per la pensione di vecchiaia».

Requisiti e criteri per il lavoro autonomo non occasionale
Ma quali sono i criteri e le regole del lavoro non occasionale? Un primo punto fermo che vale indipendentemente dalla tipologia di lavoro, è quello «dell'obbligo del versamento della contribuzione obbligatoria presso la relativa gestione». A ogni modo, secondo Inps, i «redditi derivanti dallo svolgimento di attività lavorativa diversa da quella autonoma occasionale» che impattano ai fini «dell'incumulabilità della pensione sono quelli percepiti nel periodo compreso tra la data di decorrenza del trattamento pensionistico e la data di compimento dell'età richiesta per la pensione di vecchiaia» ma la condizione è che «tali redditi siano riconducibili ad attività lavorativa svolta nel medesimo periodo».

Che cosa succede in caso di incumulabilità?
In caso di superamento del limite dei 5mila annui, e quindi di incumulabilità, «il pagamento della pensione è sospeso nell'anno in cui siano stati percepiti tali redditi da lavoro, nonché nei mesi dell'anno precedenti quello di compimento dell'età richiesta per la pensione di vecchiaia, in cui siano stati percepiti», ma non si perde il diritto alla prestazione. Se già corrisposti, i «ratei di pensione relativi a tali periodi dovranno essere recuperati». A ogni modo, «ai fini dell'accertamento dell'incumulabilità della "pensione quota 100" con i redditi da lavoro, i titolari di pensione devono presentare all'INPS un'apposita dichiarazione (mod. "Quota 100"), anche in via preventiva, riguardante lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa dipendente o autonoma da cui derivino redditi incumulabili con la "pensione quota 100", salvo che non si tratti di redditi di importo inferiore a € 5.000 lordi annui derivanti da attività autonoma occasionale».

Le verifiche dell'Inps
In ogni caso, «l'Istituto verificherà l'eventuale percezione di redditi da lavoro dipendente e/o autonomo incumulabili con la "pensione quota 100" anche attraverso la fornitura dei dati reddituali da parte dell'Agenzia delle Entrate e verifiche effettuate attraverso l'utilizzo di tutte le banche dati disponibili.

Francesca Giani

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