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Ordine dei Farmacisti della provincia di Ancona

farmacista braccia incrociate sciopero scaffalefarmacista33.it-Il rinnovo del contratto nazionale è sostanzialmente al palo da 5 anni e 308 giorni, bloccato su una richiesta di maggiore flessibilità da parte datoriale e chiaramente non risolvibile entro l'anno in corso. A rilanciare il tema una nota è il Movimento Nazionale Liberi Farmacisti che invita, mettendosi al loro fianco, le organizzazioni sindacali "a rimanere ferme e salde nella difesa della dignità dei lavoratori, dignità che si difende non cedendo alla richiesta di maggiore flessibilità, chiedendo una retribuzione consona al lavoro svolto, (tra le più basse in Europa), anche attraverso l'aumento della paga base ma anche delle maggiorazioni nei straordinari sia feriali che festivi, aumento delle garanzie sulla malattia (oggi solo sei mesi), e eliminazione dell'odiosa differenza della retribuzione tra chi lavora in farmacia urbana e rurale".

tavolo riunioni 2farmacista33.it-Le società di capitale che gestiscono e investono nelle libere farmacie sul territorio italiano chiedono ai vertici del Governo di ritirare il subemendamento alla Legge di Bilancio per il 2019 secondo il quale, i soci rappresentanti almeno il 51% del capitale sociale e dei diritti di voto, devono essere farmacisti iscritti all'albo, pena lo scioglimento della società salvo ristabilire la prevalenza dei soci farmacisti entro sei mesi. Lo chiedono in un comunicato congiunto in cui gli amministratori delegati Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino di Hippocrates Holding, Domenico Laporta, di Admenta Italia-LloydsFarmacia e Paolo Venturi, di Dr. Max che in rappresentanza delle società che investono nel settore "esprimere un segnale di allarme".

tribunale martelletto e sentenzafarmacista33.it-Nel giorno in cui i farmacisti, dipendenti e disoccupati, scendono in piazza per manifestare contro l'obbligo previdenziale Enpaf, contestuale con l'iscrizione all'albo dei farmacisti, Codacons scende in campo in loro favore raccogliendo adesioni ad un'azione legale finalizzata ad ottenere l'abolizione dell'obbligo. È quanto comunica l'associazione consumatori, in occasione della manifestazione indetta per il 3 dicembre presso la sede Enpaf di Roma, organizzata da un gruppo di farmacisti, dalle associazioni di categoria Afant di Torino, Assofant di Caserta e Assofant di Salerno e dall'Associazione cumulo e casse professionali. Nel volantino diffuso sui social vengono messi in evidenza gli aspetti "all'origine della protesa: il malcontento per l'obbligo di pagamento per una seconda previdenza e per il regolamento Enpaf che li penalizza fortemente". In particolare, i manifestanti dicono no all'obbligo Enpaf "viste le retribuzioni non in linea con la statura professionale", alle modifiche del regolamento "come il riscatto degli anni di laurea ante 1988", no alla "trappola regolamentare della perdita della riduzione", "all'impossibilità di restituzione dei contributi versati all'Enpaf per i farmacisti dipendenti, senza i requisiti richiesti", "alla quota fissa per i farmacisti liberi professionisti senza riduzione per i bassi redditi", "al requisito dei 20 anni di esercizio per la pensione Enpaf".

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