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Ordine dei Farmacisti della provincia di Ancona

Caro Fazio,
avrei voluto venire a parlare con te di persona o almeno telefonare per farti sentire la vicinanza dell’Ordine in questo terribile momento, ma sapevo che non avrei trovato le parole: non ci sono parole, né possono esserci per tentare di lenire l’immenso dolore tuo e della tua famiglia.
Spero di recarti almeno un piccolo conforto col farti sapere che tutto l’Ordine e i Colleghi iscritti si stringono a te e alla tua famiglia in un forte e fraterno abbraccio.
Piero M.Calcatelli

UNA LETTERA ANONIMA FRA TANTE FU QUELLA ……….
Con queste parole inizia una poesia di Trilussa che mi è tornata in mente quando mi è giunta, come Presidente dell’Ordine, la lettera , molto garbata, che qui accludo: una lettera “anonima” appunto.
Trilussa parlava di corna e di onore da vendicare, in questa invece si parla di qualcosa di molto grave e, in fondo, di onore da salvaguardare.
Di solito le lettere anonime non hanno seguito immediato, nel senso che l’Ordine non può sanzionare sulla base di denunce anonime, ma danno origine, comunque, a verifiche.
In questo caso ho scelto, anche, di invitare i Colleghi tutti a riflettere e, nel caso ci sia qualche altro che sbaglia . a correggere il proprio comportamento, perché quanto scritto è molto serio: si parla di salvaguardia della salute, di funzione calpestata, di annullamento di un ruolo, estremamente utile per il Cittadino, quello del Farmacista.
A cosa serve il Farmacista se non segue le Leggi e il suo Codice Deontologico?
Invito a leggere attentamente il Codice Deontologico pubblicato sul sito dell’Ordine e non solo l’art.12.
Il Codice Deontologico è un impegno con noi stessi e con gli altri ed è grave che a ricordarcelo sia una lettera anonima.

Ho coperto per il momento il nome del Comune, perché non può esserci “condanna” senza le relative verifiche, che l’Ordine farà, e poi voglio proprio sperare che se c’è una “pecora nera” sia solo una e non l’intero gregge.

Allegati
lettera di segnalazione
codice deontologico

 

La prerogativa certamente più importante riservata agli Ordini e quindi alle Professioni che rappresentano è l’autoregolamentazione e il Codice Deontologico è lo strumento che ha origine da essa.
 Il Codice Deontologico non è una semplice enunciazione di intenti per presentare la Professione all’esterno, ma è l’insieme delle regole morali e comportamentali che i Professionisti si danno liberamente e che si impegnano a rispettare.
 Sono regole etiche a protezione della salute e a garanzia per chi si rivolge a noi.
Ogni iscritto ha il dovere di leggere il Codice e rispettarlo, un dovere non solo morale ma anche sostanziale perché il non farlo comporta l’esclusione dalla professione.
Anche se tutti gli articoli hanno pari dignità l’invito è quello di porre particolare attenzione ai doveri (art 3) e agli obblighi e fra questi all’art 7 “Distintivo Professionale e camice bianco”.
Perché questo articolo? Perché questo è il modo con cui si deve presentare il Farmacista, sia nei riguardi degli altri, sia per rispetto verso la Professione che esercita.
Il camice bianco con in evidenza il distintivo professionale è la divisa che caratterizza il Farmacista, che lo fa individuare subito da chi entra in farmacia: il paziente ha il diritto di essere ascoltato e consigliato da un sanitario e l’istituzione farmacia è scelta proprio per questo motivo.
Indossare questa divisa è garanzia per chi entra, perché non è il luogo ad essere importante, ma è chi vi opera e chi vi opera deve essere ben identificabile: immaginate di entrare in un ospedale e di trovarvi tutte persone vestite nei modi più disparati, a chi vi rivolgete? Che garanzia avete che una qualsiasi persona sia veramente un sanitario?
La farmacia è luogo di salute e chi vi opera deve essere immediatamente individuato; abbiamo il dovere di offrire una immagine chiara e non è tollerabile che il Farmacista si presenti in modo non consono ai suoi pazienti.
L’abito da solo non è sufficiente, il vero professionista deve essere preparato e aggiornato e l’art.11 ci richiama all’obbligo della formazione permanente, una necessità per ogni buon professionista, una forma di rispetto verso gli altri, ma soprattutto verso se stessi.
Queste poche righe hanno il compito di richiamare l’attenzione sul Codice, di invitare a leggerlo e soprattutto ad seguirlo, perché così facendo riusciremo a mantenere viva una professione e a farla rispettare.
Dr. Piero Maria Calcatelli presidente ordine farmacisti Ancona

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